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Questa mattina...
Questa mattina mi è arrivato un messaggio sul cellulare di una persona che sto vedendo in questi mesi e che più o meno dice così "Ciao, sai che in questi giorni ho scoperto che tante delle mie amiche non sono contente del rapporto con la persona che hanno accanto, sembra un'epidemia diffusa. Che tristezza...". Quanto sono vere queste parole, ho subito pensato e ho anche mentalmente elencato tutte le persone che mi capita di incontrare con queste problematiche. Tante! Ma cosa c'è che non va nei rapporti, che li rende così fragili e difficili da portare avanti? Una risposta giusta non c'è, come non ce n'è una sbagliata. Ognuno di noi sa cosa vuole dal proprio rapporto di coppia e anche cosa non vuole, ma sappiamo cosa vuole il nostro partner? Pensiamo spesso a quello che ci piace, a quello che ci da fastidio, a quello che vorremmo e a quello che abbiamo o che ci manca, ma facciamo la stessa cosa con la persona che ci sta accanto? La mia risposta, suffragata dalle esperienze di questi ultimi anni, è NO! Siamo diventati egoisti, chiariamoci, un po' di sano egoismo ci deve essere, non facciamoci mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno dalla persona amata; ma nella coppia posso dire che siamo diventati fin troppo egoisti, la tendenza in questi tempi è dire: "per prima cosa devo essere felice e soddisfatto io". Bene giusto, ma se si vive in coppia non c'è solo un io, c'è anche un noi, ed è qui che casca l'asino, non possiamo pensare solo all'io e lasciare il noi a chi? all'altro? Non sarebbe equo il peso della gestione della coppia, uno si troverebbe sulle spalle tutto il lavoro e l'altro a rimorchio. Certo ci sono momenti della vita in cui il peso della coppia, per motivi di forza maggiore è sulle spalle di uno dei due, ma si tratta di periodi ben definiti e chiari, sia nei tempi che nelle ragioni, se questi tempi si prolungano dobbiamo avere un occhio di riguardo per la persona che si sta spendendo così tanto, sta dando energia, tempo ed amore al progetto comune, ed anche solo riconoscerlo è importante. Dobbiamo riscoprire il significato della parola amore, troppo abusata, ma dobbiamo farlo con i fatti, non in via teorica! Dobbiamo ricominciare a pensare alla coppia un po' di più come entità unica, e non come unione di due persone distinte. Essere coppia vuol dire andare avanti insieme nelle stessa direzione, con lo stesso passo e con lo stesso obiettivo, e se ci accorgiamo che l'altro è in difficoltà, abbiamo il dovere di fermarci ad aspettarlo e ad aiutarlo, così come chi è in difficoltà ha il dovere di accettare l'aiuto e di sorridere a chi offre disinteressatamente una mano.

L'importanza dell'ascolto
Oggi ho avuto a che fare, e non ho ancora finito, mi aspetta ancora un incontro, con queste meravigliose creature che sono gli adolescenti! Chi non ha mai avuto a che fare con questi strani esseri che una volta erano bambini dolcissimi che ci strappavano un sorriso anche quando ne combinavano una grossa; ed oggi sono dei mostri sempre arrabbiati, attaccati al cellulare o al pc, che comunicano in una lingua strana che noi non riusciamo proprio a decifrare! Ecco oggi ho passato il pomeriggio ascoltando le loro difficoltà e ritrovando dietro le loro domande, a volte molto ingenue, quella vivacità e spontaneità della fanciullezza che ancora non li ha abbandonati. Ma se quando chiudo la porta dello studio e lascio fuori il mondo, li vedo trasformarsi da strane creature arrabbiate e chiuse in teneri fanciulli con tutte le domande che la crescita pone, cosa succede appena riapro la porta e faccio entrare i genitori? Esattamente la trasformazione inversa! Cosa cambia tra lo spazio ed il tempo che trascorro con loro da sola e quello in cui faccio partecipi i genitori? Una cosa molto semplice, la disponibilità e l'ascolto. I ragazzi sanno che per quell'ora io sono a loro disposizione e che loro sono la mia priorità in quel tempo. Molti mi dicono di soffrire perchè non hanno modo di parlare con i loro genitori, perchè non hanno un po' di tempo per chiacchierare, per creare quella sensazione di presenza e di comprensione che permette poi di poter affrontare anche discussioni più difficili. E' importante ritagliarsi uno spazio, anche piccolo, comprendo benissimo le difficoltà di un genitore che deve gestire casa, lavoro e figli, ma non è necessario fare grandi cose, a volte bastano cinque minuti di partecipazione vera alla vita dei nostri figli, per rompere un muro di silenzio! La cosa importante è far capire loro che in quel momento noi siamo tutti per loro. Quando ho capito quanto era importante questa cosa della totale disponibilità nei confronti di un ragazzino? E' stato il primo ragazzo che ho seguito, che un giorno quando mi è suonato il cellulare durante la sua ora, ha immediatamente smesso di parlare e aspettava che io rispondessi, quando ho spento il telefono dicendogli che in quell'ora la mia attenzione era solo per lui, mi ha ripagato con il più bello dei sorrisi!

L'orchidea
Ieri al supermercato mi sono fatta intenerire da una orchidea in super offerta speciale... il perchè di questa offerta è subito detto: ultima pianta rimasta, foglie rugose ed avvizzite, fiori secchi alcuni già caduti e adagiati all'interno della confezione di plastica, altri ancora attaccati più o meno stabilmente. Alla cassa la faccia stranita della cassiera mi ha confermato che l'acquisto non è sicuramente un affare, ma perchè l'ho comperata allora? Semplice, perchè ho visto oltre le foglie secche e i fiori a penzoloni, ho visto le sue risorse e le sue potenzialità. Infatti appena portata a casa l'ho immersa nell'acqua, ho pulito le foglie e staccato i fiori secchi. Grazie alla reidratazione, alla pulizia ed ad un po' di coccole ecco che le foglie si stanno ravvivando, i fiori superstiti si stanno aprendo, mostrando un bel colore bianco screziato di rosso; un'altra pianta rispetto a quella che ho comperato ieri. Penso che questo lavoro fatto sulla mia ultima orchidea sia esattamente quello che spesso serve alle persone per sentirsi meglio: essere apprezzate, non essere giudicate dall'apparenza, ma essere considerate in relazione alle proprie potenzialità, anche se magari non visibili ad una prima frettolosa occhiata. A volte se ci prendessimo cura un po' di più gli uni degli altri e dessimo un valore non solo ai nostri pregi ma anche a quelli delle persone che ci stanno accanto, ci accorgeremmo di quanto belle siano queste persone e di quanto abbiano da dare a se stesse ma anche a noi. Esattamente come sta facendo la mia orchidea che ad un giorno dall'acquisto(incauto, a parere della cassiera) ha dischiuso tre bellissimi boccioli.

La fragilità
Questa settimana una parola mi è rimbalzata più volte nella mente, nel corso dei miei appuntamenti: FRAGILITA'. Mai come in questi giorni ho riflettuto su questo concetto, quanto siamo fragili noi uomini, quanto ci possono ferire delle parole o degli sguardi. Tutto è nato dalla quantità di coppie che in questo periodo si rivolgono a me, per difficoltà di comunicazione o crisi più in generale. Che strana sensazione assistere ad una scelta di due persone che si sono amate e cercate e che ora non possono nemmeno sopportare di stare nella stessa stanza. Questo nei momenti di rabbia e di estrema difficoltà, ma nei loro occhi oltre allo smarrimento leggo spesso anche la malinconia e la paura, sentimenti che mi fanno pensare che c'è ancora margine di lavoro. Portare avanti un matrimonio, oggi non è una passeggiata, ci vuole amore, un po', tanto sacrificio, un pizzico di follia e tanta tanta comprensione! e cosa più importante di tutte il DIALOGO.